3 MINUTI DI FELICITÀ, BLOG AMORI&PSICHE

Tre minuti di felicità | Quarta puntata

………….“e poi?” incalza Anna. “e poi niente, eccomi qui, mi deve aiutare, mi tolgono mia figlia se  non facciamo subito qualcosa, ma la colpa è sua, non mia, io che dovevo fare?” “Insomma, sig. Salinas, non posso tirarle fuori le parole con le pinze, si può sapere cosa è successo alla fine del suo pedinamento?  Non avrà fatto qualcosa di irrimediabile?” “Io? Lei Lo ha  fatto a me qualcosa di irrimediabile! Farsela con un altro propria in casa mia. Sono salito prima di loro, passando dalle scale. Mi sono nascosto in salone, dietro una tenda  e quando li ho visti abbracciarsi e baciarsi  ho ripreso tutto con  il mio  cellulare. Vuole vedere?” “Non adesso, continui” la voce di Anna ora era fredda, non le piaceva affatto quello che stava ascoltando. “Poi non è che mi ricordo bene, gliel’ho detto, di sicuro le ho dato solo una spinta.  Ho agito con la testa invece, ho fatto molto meno di quello che avrei voluto, troppo bravo sono stato  e  glielo ripeto,  vorrei vedere un altro al posto mio.” “ma le ha messo le mani addosso, l’ha picchiata?” Chiede Anna. “Un paio di schiaffi di sicuro. Ma ci si deve trovare in quella situazione per capire cosa succede nella testa di una persona che si trova davanti agli occhi una scena del genere! Il tipo si  è messo anche di  mezzo ma ci pensa, con che coraggio? A lui  forse l’ho preso a pugni, mi sembra sia caduto. Forse poi ha battuto  anche la testa. In realtà non ricordo più bene.” e poi?” “ …..e poi eccomi qui. Sono fuori di casa, lei  mi ha denunciato per violenza privata. Lui per percosse  e ho  il divieto di avvicinarmi a casa mia. Mio figlia non la posso vedere, mia moglie che sta incazzata nera e io, che sono quello preso per il culo, qui da lei a elemosinare un aiuto che nemmeno so quanto potrà essermi utile. E’ una donna, di certo si metterà dalla parte di quella stronza.  Me ne vado ho fatto male a venire” Si scalda Victor, fa tutto da solo. Se la canta e se la suona si dice a Roma. Ma non sia a Roma, siamo a Rimini, un posto di mare dove il rumore delle onde a volte ha la capacità di sommergere qualsiasi altro rumore fastidioso, o invadente. O incomprensibile. “Ma dove và si calmi!” Lo ferma Anna con un tono di voce forte, che non ammette repliche. “Me ne vado gliel’ho detto” “Va bene, vada pure dove vuole ma le posso assicurare che se fa così il nevrastenico sicuro che Carlotta non gliela lasciano più vedere se non che in fotografia! Ma in che mondo vive? Cosa c’entra essere una donna o un uomo. Sono una persona, un avvocato e questo mi mette al di sopra delle parti, di uno o dell’altra. Se è colpevole di un reato, uomo o donna che io sia, sarà un problema, comunque e a prescindere.” “Ma io volevo spiegarle che…” “stia zitto, mi lasci pensare un attimo in pace” 
“mi risponda sinceramente,  pensa di essere una persona pericolosa?” Victor abbbassa lo sguardo sulle proprie mani. “No. Non sono pericoloso. Non più di chiunque altro al posto mio. Dire mi sono stancata di te non sarebbe stato più  onesto? Anche io, cosa pensa, che stavo bene con lei?” “Non lo so, me lo dica lei” risponde Anna. L’aria si ferma intorno a loro. “Le faccio un’altra domanda Salinas e mi risponda sinceramente, per favore:  sua moglie ha ragione a temerla?” Lui risponde subito, senza bisogno di pensare, d’impeto si può dire, come  osserva Anna. Come  fosse un’azione, un gesto, un pensiero.  “ No, di solito me ne vado e non mi vedi più. Ma qui la cosa è diversa. Mi fidavo di lei.” Victor parla sempre più a bassa voce, poi in un sussurro. “ è stato un momento. Poi mi passa, ma pensi quello che mi ha fatto? Per anni io ero quello strano e lei la brava che  mi sopportavaSo di non essere proprio una persona semplicissima, ma non sono un vigliacco che mette le mani addosso ad una donna”  “Mi faccia capire una cosa: ma cosa ha pensato quando ha deciso di filmare quello che stava accadendo? “ “In che senso mi scusi?” “Nel suo racconto c’è qualcosa che non va e come l’ho percepito io allo stesso modo lo sentirà chiunque l’ascolti. Lei sorprende sua moglie con un altro uomo, in casa sua. Perde la testa e ha una reazione la violenta, anche se poco prima ha la freddezza e il tempo di filmare quello che vede. Non le sembra strano? A me si.” Un lampo passa nello sguardo dell’uomo. Giù la maschera sembrerebbe dire, come nel titolo di un film. “Non lo so, non capisco cosa voglia dire.” risponde. Anna sospira “Va bene,  ci torneremo sopra a questa faccenda.  Mi lasci studiare un po’ le carte, voglio vedere la denuncia. Sicuro che mi ha raccontato tutto? C’è altro  che devo sapere?” “ Bhè, hanno tirato in ballo anche la storia del bere, se proprio devo dirgliela tutta” Anna si alza e gira intorno alla scrivania e  si lascia cadere sulla  poltrona a fianco a Victor   “ e  quando pensava di dirmela questa storia?!” Victor si fa strafottente “aho’, sono un uomo e gli uomini bevono ogni tanto, niente di strano. E’ quella stronza che adesso lo fa passare come un peccato mortale.” “Quella sera aveva bevuto?” “Normale e comunque è lei che s’è portata a casa uno, non io” e abbassa lo sguardo, come vinto. ”Cerchi di ricordare” lo incalza Anna” normale non è una risposta. Le  hanno fatto il test alcolemico con un prelievo del sangue durante il fermo?” “Non ricordo, forse” “E chi ha chiamato i carabinieri?” “non lo so” Anna si sofferma ad osservare il suo cliente. Non lo aveva notato, quando era entrato ma  era molto alto e ora lei in piedi davanti a lui con la mano tesa nel saluto,  sembrava essere piccola. Nemmeno i loro pensieri sembravano essere alla stessa altezza. Lui sembra impacciato nel salutarla. Sorride ora gentile, pacato. “Grazie del suo tempo dottoressa, a presto allora. Spero davvero mi possa aiutare, mi hanno detto che è bravissima e che non perde mai una causa. Per questo son qui” “Vedremo sig. Salinas, vedremo. Arrivederci” 

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