Dietro le quinte di un match azzeccato

Sono riuscita a mantenere la calma per tutta la settimana precedente all’appuntamento, 
lavoro e impegni mi sono stati d’aiuto e non ci ho pensato troppo.
Però è inutile, quando si avvicina il momento è impossibile non pensarci:
chi sarà? mi piacerà? gli piacerò? cosa fa nella vita? e se ci sono momenti di silenzio o imbarazzanti? ecc ecc
Due, tre respiri profondi ed entro nel ristorante. 
Uno sguardo veloce al telefono e al “Buona serata, divertitevi” di Maria Cristina e tempo 30 secondi che arriva anche lui. 
Avevo stampate in testa le mie 3 domande fondamentali da fare ma con niente me le dimentico e si parte a parlare di tutt’altro.
Chiacchierare, ridere, mangiare, quanto è bello conoscere una persona, una storia?
Siamo stati gli ultimi a lasciare il locale. 
Certo ogni tanto la mia “amica” razionalità prendeva il sopravvento, iniziavo a scrutarlo e a farmi domande del tipo
“Chissà se questa cosa può essere un ostacolo? e se non riuscissimo a venirci incontro?”
Ma di ritorno a casa, da sola in macchina ho dato ascolto alle belle sensazioni che mi sono arrivate, 
ho dato fiducia a quei modi gentili e a quello sguardo affettuoso.
Ho detto si ad un secondo incontro.

Il Ragazzo Che Non Sapeva Diventare Grande

Potremmo dire che è  intensamente connesso all’adolescente che è in lui.


Fra  i nostri iscritti ne abbiamo diversi. Fra i  40 e i 45 anni sembrano dover ancora spiccare il loro primo volo per lasciare il caldo nido di casa.Alle spalle stupende mamme, sorelle, nipoti, cognati a come fratelli.Trascinatori ed organizzatori hanno un ottimo lavoro, girano in suv con sedili in pelle riscaldati che cambiano ogni 50 mila km e partono per week end  organizzati con gli amici di sempre e con i quali hanno una casa affittata in montagna tutto insieme per la stagione invernale.


Ovviamente  nessuno è mai stato sposato o se lo è stato la cosa ha rappresentato una breve parentesi dalla quale il nostro amico ne e’ uscito fortunatamente indenne, gli dicono gli amici, con una pacca sulle spalle e il commento dell’ottimista da bicchiere mezzo pieno:  “oh, almeno ti sei visto le Seychelles!”
Seduto davanti a noi per un attimo sta con le mani intorno al capo e lo sguardo sulle scarpe immacolate: “ma cos’ho che non va?” ci domanda, per un secondo in difficoltà.Poi riprende il sorriso che sembra vivergli dentro h 24 ore e dichiara: “e vabbè vorrà dire che sono un po  sfigato sto periodo, ma prima o poi finirà no?


È già, perché questi ragazzi sono così: sempre ottimisti, gentili, allegri e pronti a rialzarsi sempre. Non concepiscono un dolore prolungato che li  caccerebbe per sempre dall’Isola che non C’è, obbligandoli a crescere, farsi domande  e diventare adulti.


Cercano di solito una donna carina, esile, femminile ma con un che di adolescente, possibilmente un po’ più grande  e  con un paio di figli già fatti e adolescenti dei quali diventare subito “fratello” acquisito. Porterà tutti a sciare e a fare vacanze al caldo e mentre lo racconta è com’è se già lo avesse vissuto con loro. Generosissimo, immagina se stesso con la mamma a bersi vin brûlé in alta quota mentre i ragazzi felici  e perfettamente equipaggiati (a sue spese ovviamente)  se la godono  con un maestro di sci privato  sotto il bel sole e cielo blu delle Dolomiti invernali.


Ma, aimhe’, questo genere di donne non vogliono un terzo figlio da crescere.Non vogliono un altra salita da intraprendere  e non amano il vin brûlé.Dopo una prima uscita ci dicono “bravissimo ragazzo, per carità, ma è troppo infantile… ma in che modo vive? Di figli da crescere già ho i miei, mi dispiace” e aggiunge materna: “Ma diteglielo con garbo mi raccomando, è un ragazzo così sensibile!”


Caro amico, che cosa possiamo dirti?Cercheremo una ragazza che viva come te in mezzo alle Sirene e che combatta Capitan Uncino da mattina a sera. E che si sposti volando grazie alla polverina d’oro di Trilli. Proporti un cambiamento? Crescere? “Che orrore, non sia mai: la vita è già troppo difficile così com’è, lo so bene io” diresti,  scartando una caramella  alla frutta che sempre hai con te e   salutandoci con una bella pacca sulla spalla!

Alla prossima amico caro!

Meglio una bugia o la cruda verità?

Meglio una bugia o la cruda verità? La questione è controversa e nel nostro lavoro spesso di difficile soluzione.

Lei e lui sono usciti insieme ma l’incontro non è andato.

Lei ci dice delle cose si di lui.

Lui ci dice cose di lei.

Nessuno ha assolutamente torto o ragione ma indubbiamente ognuno ha una sua opinione.Alcune cose a volte pensiamo andrebbero proprio riferite però poi, al dunque, non sempre lo facciamo.Macroscopiche cadute di stile ad esempio: “Ha controllato il conto da cima a fondo disquisendo a lungo con il povero cameriere sull’origine del prezzo” Oppure “Era vestito come alla parata del santo protettore del paese di mia nonna” O anche “Ha parlato solo di se. Credo che di me abbia a malapena riportato il nome di battesimo“ Continuiamo “Polemica, puntigliosa noiosissima. Una cena di lavoro altro che romanticismo” “Un so’tutto io e gli altri non sanno un cavolo” Oppure per finire: “Un cattivo odore. Ma si lava?” Ecco. Questi alcuni report che durante il tempo abbiamo ascoltato dopo incontri non decollati e noi alla domanda: “Ma lui/lei cos’ha detto?” solitamente scegliamo di rispondere in due modi diametralmente opposti a seconda della capacità di chi abbiamo davanti di assorbire o meno il giudizio di un “quasi estraneo” con il quale in fondo si sono passate pochissime ore.

Risposta n’ 1:“Lo stesso che dici tu”

Risposta n’ 2 :“Ha detto questo, questo e questo …”

Insomma, amici, voi cosa ne pensate?E cosa fareste, o vorreste soprattutto?🤔Un report ovattato o un vero resoconto?

Intanto che pensiamo a come sciogliere il dilemma leggiamoci la bellissima poesia di Auden dal titolo:

“La verità, vi prego sull’amore”Wystan Hugh AudenLa verità, vi prego, sull’amore.

La verità, vi prego, sull’amore

Ditemi la verità, vi prego, sull’amore
Alcuni dicono che l’amore è un bambino
e alcuni che è un uccello
alcuni dicono che fa girare il mondo
e altri che è solo un’assurdità,
e quando ho chiesto cosa fosse al mio vicino sua moglie si è seccata e ha detto
che non era il caso di fare queste domande. Può assomigliare a un pigiama
o a del salame piccante dove non c’è da bere? Per l’odore può ricordare un lama
o avrà un profumo consolante?
È pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
È tagliente o ha gli orli lisci e soffici?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

I libri di storia ne parlano
solo in piccole note a fondo pagina, ma è un argomento molto comune
a bordo delle navi da crociera;
ho trovato che vi si accenna nelle cronache dei suicidi,
e l’ho visto persino scribacchiato sulle copertine degli orari ferroviari.

Ha il latrato di un cane affamato
o fa il fracasso di una banda militare?
Si può farne una buona imitazione
con una sega o con un pianoforte Steinway da concerto? Quando canta alle feste, è un finimondo?
O apprezzerà soltanto musica classica?
La smetterà quando si vuole un po’ di pace?
Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

L’ho cercato nei chioschi del giardino ma lì non c’era mai stato:
ho anche esplorato le rive del Tamigi e l’aria balsamica delle terme.

Non so cosa cantasse il merlo

o che cosa dicesse il tulipano, ma certo non era nel pollaio
e nemmeno sotto il letto.

Sa fare delle smorfie straordinarie? Sull’altalena soffre di vertigini? Passerà tutto il suo tempo alle corse, o strimpellando corde sbrindellate? Avrà idee personali sul denaro?

È un buon cittadino o mica tanto?
Ne racconta di allegre, anche se un po’ audaci? Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Quando viene, verrà senza avvisare,
proprio mentre mi sto grattando il naso?
Busserà la mattina alla mia porta,
o là sull’autobus mi pesterà un piede?
Arriverà come il cambiamento improvviso del tempo? Sarà cortese o spiccio il suo saluto?

Darà una svolta a tutta la mia vita? Ditemi la verità, vi prego, sull’amore.

Lettura grafologica: Un Piccolo Principe

Da oggi inauguriamo una nuova Rubrica: la lettura grafologica di alcune delle scritture degli iscritti di Amori&Psiche.

Non tutti forse sanno che durante il secondo appuntamento con noi chiederemo di scrivere una breve lettera in corsivo che verrà inviata alla nostra grafologa, Marina Vichi. La compatibilità fra due persone può essere verificata anche in questo modo, dato che la nostra scrittura è come un’impronta digitale: unica e irripetibile.

Sono lettere il cui contenuto è per la Marina “irrilevante”, in quanto i segni grafologici possono smentire le parole, o avvalorarle, perciò quello che a lei interessa è davvero la grafia, e non il contenuto. Diciamo spesso infatti che potrebbero scrivere la lista della spesa, e lei capirebbe comunque.

Queste righe sono state scritte dagli uomini e dalle donne che hanno mandato una lettera al loro futuro sconosciuto amore. Poco più di un messaggio dentro una bottiglia. Scrivono la verità e di questa verità è fatto l’amore.

Noi abbiamo raccolto alcune di queste lettere, la nostra grafologa le ha analizzate e alcune volte abbiamo raccontato sfumature di caratteri e combinazioni fortunate di compatibilità.

La scrittura non mente e ritroviamo sempre nel tratto la personalità di chi ha scritto: non esistono due grafie uguali al mondo e ogni lettera, come un fotogramma, crea una sequenza infinita di immagini che saranno poi il film della vita di ognuno, unico e irripetibile. Oggi la scrittura digitale inganna la vista, lettere d’affari, lettere d’amore, lettere di addio hanno tutte la stessa mano, tutt’al più cambia il font, il neretto per eviden- ziare un concetto, ma la meraviglia di una vera lettera è spesso perduta. Noi abbiamo provato a ritrovarla e quindi, buona lettura!

UN PICCOLO PRINCIPE

Un bambino in un corpo da adulto. Successe nel film “Da Grande”, regia di Franco Amurri con Renato Pozzetto e Ottavia Piccolo. Chi lo ricorda? Paro- dia del mondo dei grandi che smettono di ascol- tare e ricordare i bambini che sono stati. Lui no, la voce di quando era piccolo gli parla forte e chiara. La passione per il gioco. Le voci ai pupazzi per far ridere suo nipote. «Non sono bello ma piaccio ah ahah…» dice di sé mentre si racconta. In effetti non è un adone: non magrissimo, non altissimo, non alla modissima ma amante della musica, studioso e osser- vante del suo credo, simpatico, chiacchierone, e alla ricerca di una persona che sappia condividere con lui gioie e dolori. Sa ascoltare, e questo a volte è il pregio più grande del mondo. Se possibile vorrebbe un figlio suo, sogno nascosto ma nemmeno tanto.

Ha 38 anni e li porta benissimo, è gentile ed educato, diretto e fragile, e a volte le batoste che la vita gli ha dato tutte insieme gli risuonano dentro. Oggi è di nuovo in piedi ed è arrivato deciso, convinto e dispo- nibile a rimettere in gioco se stesso e tutti i perso- naggi che gli frullano dentro la testa. Grazie per la fiducia e le belle parole.

Un aspetto grafologico: esprime i suoi pensieri con chiarezza e precisione e possiede una visione obiet- tiva e immediata della realtà per cui gli interessi sono per lo più orientati sul piano pratico e concreto; i suoi obiettivi sono portati avanti con scrupolo ed esat- tezza e a volte, anche con preoccupazione. Fondamentalmente si adatta alle situazioni che gli possono capitare ma per la sua autonomia di giudizio non si lascia influenzare facilmente.

È disponibile all’aiuto e alla comprensione.