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I Single e la quarantena

Image by Idalia Candelas

In questi giorni difficili classifichiamo, con un sorriso, la situazione dei single italiani, che secondo l’Istat (Istituto nazionale di statistica) rappresentano il 33% della popolazione italiana, vale a dire una persona su tre.

1.I Single sentimentali

I single  sono quelle persone che vivono sole e i nostri single sentimentali non si sono mai sposati ( ma vorrebbero!) Essi vivono in case tecnologiche con buoni impianti per ascoltare musica, sono amanti della cucina di qualità, viaggi culturali e amici di livello, vestiti comodi e di classe e, quasi sempre, hanno in casa un animale da compagnia, felino più che canino.  Hanno qualche storiella qua e là, età media compresa fra i  quaranta e i cinquant’anni (portati benissimo)  e  sognano  sempre l’incontro che cambierà la loro vita. Ovviamente sono navigatori consumati nel mondo dei sentimenti. Hanno combattuto le loro battaglie e di solito dicono: “Oh, tanto se non è uno stronzo/a a me non piace!” Sono ferratissimi in materia di integratori alimentari, per mantenersi sani dicono, leggono almeno un libro al mese, guardano poco la tv, solo trasmissioni scelte in anticipo e sono abbonati a Sky, Netflix o Infinity. Hanno anche un drive con all’interno 500 film scelti proprio per loro da un qualche amico informatico.  I single sentimentali si alzano presto, curano la propria casa e la propria persona. Ordinano la spesa on line e se gli dai un appuntamento serale su Zoom non possono collegarsi perché hanno la lezione on line di yoga/zumba. Usano gocce per dormire e per combattere l’ansia che al mattino raccontano nel loro gruppo whatsApp chiamato E LA LUNA BUSSO’.

Aspettano di uscire per tornare finalmente agli aperitivi, al lavoro, agli spostamenti inutili alla ricerca di quel qualcuno che però “tanto se non è uno stronzo/a” non gli piacerà.

Consiglio: scollegatevi e uscite dai vari gruppi. Fatene di nuovi. Non postate foto della vostra cenetta Take Away e iscrivetevi on line ad un corso di sceneggiatura. Incontrerete forse quel qualcuno  in grado di raccontarvi ogni giorno una storia diversa. E voi vivrete mille nuove avventure!

Image by Idalia Candelas

2. I single separati

A questa categoria  appartengono quelle persone che hanno interrotto da tempo la loro convivenza con qualcuno, che abitano da soli in attesa di un nuovo incontro e che hanno probabilmente uno o due figli che abitano lontani. Gli appuntamenti stabiliti sono saltati ovviamente e il senso di solitudine spesso li attanaglia. La notte non dormono pensando a quanto hanno perduto e forse si dicono “Adesso potremmo essere tutti insieme ad affrontare questa cosa”

I single separati soffrono molto perché hanno il ricordo dei momenti felici e la mente spesso, pietosa, cancella i ricordi davvero brutti. Si alzano al mattino e provano a darsi un ritmo. Escono a fare la spesa ma comprano cibi già pronti. Non hanno un cane da portar fuori perché è rimasto con la famiglia nella grande casa e loro, in 60 metri quadrati prestati da un amico perché tanto è solo per un pò si sentono davvero in trappola. Si buttano nel divano al mattino alle 9, si lavano a mezzogiorno e si cambiano ogni tre giorni, quando proprio non ne possono più fare a meno. Barba lunga e capelli attorcigliati chiamano l’ex dicendo: “ma non potrei dire che abito ancora con voi?”

Consiglio: resistete, se le cose sono andate a questo modo, ci sarà pure un motivo importante. Non rimangiatevi tutto e pazientate. Restate in casa curando la vostra persona. Confidate nella ripresa che forse vi porterà nuove avventure meravigliose e ricordatevi che l’unico passato su cui soffiare, è quello di verdure.

Image by Idalia Candelas

3. I single  “io speriamo che me la cavo”

A questa categoria appartengono infine i single che vivono costantemente terrorizzati all’idea di morire in solitudine. Anche in tempi normali.  La vita li ha portarti a questo stile di vita, e, normalmente, fra un ansiolitico e l’altro tengono “botta”. Hanno una rete di amici collaudati e fedeli con i quali si sentono bene, uno o due fratelli/cugini di riferimento con figli ai quali fare da zio/zia nei momenti in cui hanno voglia di provare la loro capacità genitoriale, e se proprio si sentono molto soli, qualche ex da contattare con il quale hanno ovviamente mantenuto ottimi rapporti. I single “io speriamo che me la cavo” hanno un’età compresa fra i 35 e i 55 anni, case di proprietà, suonano bene uno strumento, svolgono un lavoro da posto fisso e sognano l’America da sempre, luogo in cui nessuno li conosce e potranno finalmente ripartire da zero.

Si alzano tardi loro in questi giorni e spesso non sanno più che giorno sia. Guardano 12 edizioni differenti di tg alla televisione e spiano la strada da dietro le finestre per vedere se c’è in giro qualcuno che viola le direttive del governo. Potrebbero anche denunciare  alle autorità dato che vivono nel terrore di ammalarsi, venire ricoverati e non vedere più nessuno della loro famiglia. Sono catastrofisti e dicono “chissà quando ne usciremo, e soprattutto se ne usciremo”.

Consiglio: contattate un bravo psicoterapeuta e iniziate un percorso con lui da remoto. Raccontate le vostre paure. Affrontate una strada mai percorsa. Quando tutto finirà potrete continuare a percorrerla. Non vi porterà in America, ma potrete comunque, forse, cominciare una nuova vita!

Image by Idalia Candelas

4.Gli Amanti

A questa categoria appartengono tutte quelle persone sposate che hanno qualcun altro fuori di casa. In questi casi la situazione è drammaticamente difficile. Matrimoni non pronti a saltare che rimangono in piedi per la poca condivisione di interessi, abitudini, quotidiano.

Ritmi ben collaudati in cui ci si alza presto al mattino e poi via, verso la nuova giornata. Figure genitoriali presenti, coppia inesistente. E poi lei/lui fuori di casa per  cui si è persa la testa. Durante la quarantena la mancanza fisica dell’altro diventa  forte, paragonabile a quella di una droga  e rispettare le regole imposte difficilissimo. I luoghi per fare una telefonata consolatoria limitati, gli spazi condivisi  e i bambini che li occupano tutti.  C’è da impazzire. Gli amanti aspettano che il tempo passi presto dimenticando giorno dopo giorno i motivi per cui sono ancora dove sono. E vivere con loro diventa ogni giorno più difficoltoso.

Consiglio (ai partner): sottraete il cellulare al coniuge mentre dorme gitato nel divano della sala, guardate i messaggi, svelate il tradimento e lasciatelo sul pianerottolo di casa. Con il cellulare per chiamare finalmente l’amante in libertà. Sarà un gran favore fatto a tutti.

Image by Idalia Candelas

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