voce-dal-passato

Una voce dal passato: una storia d’amore

Anni che non la senti.
Nè la vedi.
Avete interrotto ogni rapporto anni fà.
E’ stato doloroso, ma inevitabile.
Questa mattina ti sei svegliato tranquillo, la giornata di lavoro davanti, la tua bella casa avvolta nel silenzio e tu allo specchio ti scruti prima d’iniziare il rito della barba.
Nessuno pensiero. Nessuna preoccupazione.
Nessun dolore.
La tua vita sta scivolando verso la vera maturità.
Quasi cinquantenne ti sei  ricostruito una bella vita  fatta di cene con gli amici, viaggi con i figli,   discese ardite e  risalite, come cantava il nostro grande Lucio.
Tutto bene quindi.
Poi un pensiero ti sfiora.
Provi a cacciarlo come un’insetto molesto ma ecco che torna.
Due occhi che ridono.
La linea di una schiena.
Una sciarpa rossa e la sua figura che si allontana dalla tua mano alzata, impotente.
E poi le ultime parole: hai capito bene? è l’ultima volta che ci parliamo…
Quante volte nella vita occorre rivivere un dolore, per poterlo poi superare?
Infinite forse, perchè quel peso che avvertite nella punta destra del vostro cuore tranquillo non vi lascia mai.
Per lei vi chiedete,  sarà la stessa cosa?
Vi penserà mentre cammina piano fra le dune della sua vita, come un deserto di certo senza di voi.
Gli amori incompiuti, quelli  finiti per cause di forza maggiore, quelli rimpianti sempre, negati mai, quelli grandi,  mai invecchiati  perchè mai vissuti, dove stanno?
Abitano vicini vicini in un posto tutto loro, in cui le persone girano con gli occhi sempre un pò sognanti e la testa perennemente voltata all’indietro?
Basta, ti sciacqui la faccia, torni in camera e cominci a vestirti.
In mezz’ora sei fuori , nell’aria fredda del mattino con la luce che fatica ad aprirsi nella notte.
Le strade sono vuote, poca gente in giro e tu svuoti la mente da lei per poter programmare le ore che arrivano.
Poi, all’improvviso il tuo cuore si ferma.
Le gambe cedono. non può esser vero.
Ferma, alla pompa di benzina una figuretta bionda sta facendo rifornimento.
La superi. continui d andare.
Poi inchiodi e fai marcia indietro.
E’ lei, è lei di sicuro, adesso la vedo , le parlo.
Non è possibile, così, all’improvviso, come sto? pensi mentre ti controlli allo specchietto.
Che faccio?
Scendo, l’abbraccio, posso anche baciarla Dio mio, non posso crederci.
in pochi secondi fai inversione, e vai verso di lei, che non lo sa, che penserà ad altro, che forse quel mattino svegliandosi ti ha confuso nel sogno del risveglio. 
Sei certo di questo.
Non può averti dimenticato, come tu non hai scordato lei.
Entri nel piazzale e ti guardi intorno con il cuore che batte a duemila. 
Dov’è, ti domandi mentre fai il giro, era lì, ne sei certo, non è possibile se ne sia andata. 
Scendi dall’auto, la cerchi  e poi….il dolore al petto diventa più forte, ti senti derubato, abbandonato.
Non c’è più, non ti ha aspettato. 
Fai due passi, guardi il punto esatto in cui l’hai appena intravista, cerchi nell’aria il suo odore.
Chiudi gli occhi e lei è addosso a te, come nelle mattine in cui aprendo gli occhi te la trovavi addosso.
Stai male.
​ Cerchi nella tasca, afferri il cellulare, digiti il suo numero, a memoria. 
” ciao, sono io…..pausa….. scusa se ti ho svegliato….”

 

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