Il Ragazzo Che Non Sapeva Diventare Grande

Potremmo dire che è  intensamente connesso all’adolescente che è in lui.


Fra  i nostri iscritti ne abbiamo diversi. Fra i  40 e i 45 anni sembrano dover ancora spiccare il loro primo volo per lasciare il caldo nido di casa.Alle spalle stupende mamme, sorelle, nipoti, cognati a come fratelli.Trascinatori ed organizzatori hanno un ottimo lavoro, girano in suv con sedili in pelle riscaldati che cambiano ogni 50 mila km e partono per week end  organizzati con gli amici di sempre e con i quali hanno una casa affittata in montagna tutto insieme per la stagione invernale.


Ovviamente  nessuno è mai stato sposato o se lo è stato la cosa ha rappresentato una breve parentesi dalla quale il nostro amico ne e’ uscito fortunatamente indenne, gli dicono gli amici, con una pacca sulle spalle e il commento dell’ottimista da bicchiere mezzo pieno:  “oh, almeno ti sei visto le Seychelles!”
Seduto davanti a noi per un attimo sta con le mani intorno al capo e lo sguardo sulle scarpe immacolate: “ma cos’ho che non va?” ci domanda, per un secondo in difficoltà.Poi riprende il sorriso che sembra vivergli dentro h 24 ore e dichiara: “e vabbè vorrà dire che sono un po  sfigato sto periodo, ma prima o poi finirà no?


È già, perché questi ragazzi sono così: sempre ottimisti, gentili, allegri e pronti a rialzarsi sempre. Non concepiscono un dolore prolungato che li  caccerebbe per sempre dall’Isola che non C’è, obbligandoli a crescere, farsi domande  e diventare adulti.


Cercano di solito una donna carina, esile, femminile ma con un che di adolescente, possibilmente un po’ più grande  e  con un paio di figli già fatti e adolescenti dei quali diventare subito “fratello” acquisito. Porterà tutti a sciare e a fare vacanze al caldo e mentre lo racconta è com’è se già lo avesse vissuto con loro. Generosissimo, immagina se stesso con la mamma a bersi vin brûlé in alta quota mentre i ragazzi felici  e perfettamente equipaggiati (a sue spese ovviamente)  se la godono  con un maestro di sci privato  sotto il bel sole e cielo blu delle Dolomiti invernali.


Ma, aimhe’, questo genere di donne non vogliono un terzo figlio da crescere.Non vogliono un altra salita da intraprendere  e non amano il vin brûlé.Dopo una prima uscita ci dicono “bravissimo ragazzo, per carità, ma è troppo infantile… ma in che modo vive? Di figli da crescere già ho i miei, mi dispiace” e aggiunge materna: “Ma diteglielo con garbo mi raccomando, è un ragazzo così sensibile!”


Caro amico, che cosa possiamo dirti?Cercheremo una ragazza che viva come te in mezzo alle Sirene e che combatta Capitan Uncino da mattina a sera. E che si sposti volando grazie alla polverina d’oro di Trilli. Proporti un cambiamento? Crescere? “Che orrore, non sia mai: la vita è già troppo difficile così com’è, lo so bene io” diresti,  scartando una caramella  alla frutta che sempre hai con te e   salutandoci con una bella pacca sulla spalla!

Alla prossima amico caro!