Il Coraggio di Amare

Lei ha cinquant’anni da poco compiuti.
È divorziata e non ha figli.
Buona cultura, un lavoro che ama, genitori, fratelli e nipoti.
Molte buone amicizie.
Arriva portata dalla corrente. 
Quasi inconsapevole di quello che realmente potrebbe accaderle.
Disponibile e leggera va in rapida successione a tre appuntamenti differenti.
Il terzo è quello giusto.
Oggi ci ha scritto e permesso la pubblicazione.
Grazie carissima e forte amica: l’amore è di chi ha una casa per accoglierlo.
E la tua lo è senz’altro!
Amori&Psiche 

“Un incontro? Se sono pronta, se ne ho voglia? Lasciami pensare. No, si, no, si. 


Quante volte si preferisce evitare, non mettersi in gioco, ripercorrere strade più comode e abituali, troppe volte. Allora, per cercare di pareggiare quel bilancio tra rimpianti e rimorsi che per gran parte della vita è stato pieno dei primi e privo dei secondi, ho detto sì. L’incontro con una persona è qualcosa di magico, nel senso che esula da ogni previsione logica e razionale.

C’è il conoscersi, piano, con garbo, il cominciare a guardarsi e accorgersi di essere osservati, il parlare, il ridere e il capirsi, poi infiniti altri elementi che verranno o no, a seconda delle circostanze e della volontà di ognuno. 


Poi c’è quello strano sentirsi meglio, come un fiore che dopo troppo tempo, anche se ancora vivo, non era più vitale, per mancanza di acqua. Siamo come piante assetate in un mondo quasi desertificato: per scelta o per paura rimaniamo così, nel limbo, perché quell’aridità indotta è una difesa dalle emozioni forti e dai dolori della vita.

Si può scegliere, però, di essere bagnati dall’acqua, elemento vitale, che risveglia sentimenti sopiti, ferite che si credevano completamente cicatrizzate, pensieri nascosti, ma anche la voglia di vita. Voglia di ridere, di svegliarsi felici non perché i problemi siano scomparsi, ma perché, con indosso un paio di lenti rosa e il cuore gonfio, si vedono un po’ più ridimensionati, forse perché cambia solo la prospettiva, e questo fa  sentire meno vulnerabili. 


Un incontro? Se sono pronta? Lasciami pensare. No, si, no, si! Anche se non sono pronta, voglio pensare di avere provato, cercato, vissuto. Allora, ho detto sì. Poi è capitato l’imprevedibile, quello che ognuno, forse, sogna e non ha coraggio di confessare: trovare una persona, non perfetta, ma che si incastra con le nostre tante imperfezioni, che ci fa accelerare i battiti non per una corsa affannosa verso non si sa quale meta, ma per un abbraccio forte e sincero.

L’incontro è un’opportunità, importante, ma poi solo noi tracceremo la strada e la forma di ciò che sarà, se sarà. 


Comunque, non rimpiangerò mai di aver risposto sì.”