Recensione del film “AD ASTRA”, con Brad Pitt, del nostro amico Roberto

Torna con l’autunno la stagione del “cinematografo”, come si chiamava una volta, ai tempi per intenderci di Nuovo Cinema Paradiso, ricordate? Abbiamo un esperto fra i nostri amici, attento osservatore e analista d’anima. Il cinema è la sua grande passione e regolarmente ci invia i suoi pensieri sui film in uscita nelle sale italiane, con modestia, entusiasmo e spessore intellettivo.

Se anche voi amare il cinema seguite questa rubrica che regolarmente verrà postata sulla nostra pagina. Il cinema mette le ali, ai sogni, ai ricordi, alle speranze e tenere per mano qualcuno, nel buio di una sala, è sempre qualcosa che può scaldarci il cuore. Buona visione!


“In Ad Astra, film obliquamente accolto a Venezia, Brad Pitt diventa astronauta a tutto spettro e vola (per Aspera) fino a Nettuno, per salvare il mondo e ritrovare il padre, vecchio pioniere dello spazio, che ha reciso il cordone ombelicale con l’umanità.Fantascienza pura, tra Freud, Kubrick, Conrad e il mito sempiterno dell’eroe omerico, che mai si ferma e sempre ricerca nuove frontiere.
E sono due ore avvincenti, tra cieli siderali e il ciuffo di Brad, che lascia sempre il segno e, quando non seduce una donna, magari riesce a far innamorare le stelle.”