Cinema mon amour

Ieri il nostro critico Roberto Izitrap alle ore 18 ha attraversato la città a piedi per recarsi solo soletto al Movieland Goldoni. Ringraziamolo ma non proponiamogli compagnia.
​Si deconcentrerebbe, dice!

La favorita.
Genere storico.
Regista Yorgos Lanthimos.
​Voto 7,5.

Il regista greco Lanthimos questa volta non si dimostra quell’autore criptico e compiaciuto della sua obliquità che il pubblico aveva conosciuto nelle opere precedenti. Si misura con una sceneggiatura scritta da altri, e firma il suo lavoro più equilibrato e convincente, giocando sullo scavo psicologico di due donne, che si contendono i favori della regina d’Inghilterra Anna Stuart. (il film è ambientato stupendamente e riccamente nei primi anni del 700). La sovrana, che Jonathan Swift fece oggetto della sua satira pungente, è descritta come un goffo fantoccio del potere, nelle mani delle due ambiziosissime donne, che, pur essendo cugine, si odiano e si ingegnano ognuna per escludere l’altra dai favori della regina. Intrighi di corte che si sovrappongono a quelli delle vite personali, sessualità cruda e scandalosa (per quel tempo), ironia sottile e beffarda, colori morbidi e sfumati, bellissime scene di vita di campagna inglese, cieli plumbei, gara delle oche a corte, cuccioli di conigli in libertà nella camera da letto della regina. Il tutto giostrato e calcolato con perfezione quasi algebrica per tutti i 120 minuti del film. Il film si regge in bilico sulla prova magistrale delle tre attrici: Olivia Colman nei panni della regina (premio a Venezia e profumo di Oscar), Rachel Weisz (bellissima quanto perfida), ed Emma Stone (occhi cerulei e animo diabolico). Consigliatissimo a chi ama le grandi prove di interpretazione. Per gli altri ci sono titoli più abbordabili…