Lei e il professore

Ieri una bellissima telefonata (finalmente) per il nostro prof!
Se seguite la rubrica del lunedì sulla nostra pagina FB sapete che all’inizio della settimana presentiamo sempre , in un breve video,  qualche iscritto recente e non all’agenzia, che ancora sta cercando la sua anima gemello, il suo incontro perfetto, la sua metà….il suo amore per dirla in una parola.
E’ una specie di messaggio dentro ad una bottiglia che  lanciamo nel mare del weeb, sperando che una orecchio attento lo raccolga.
E’ un modo per non lasciare chi non si rassegna alla solitudine nel silenzio.
​ E’ un forzare il destino, ritenendoci, con un pò di presunzione, il ponte che può congiungere i due mondi che vivono dentro due persone destinate.
La premessa è importante per raccontare la telefonata di ieri che ora riportiamo pressochè fedelmente:
” buonasera, mi chiamo xxxx e chiamo per il professore universitario di cui avete parlato qualche settimana fà, prima di Natale”
” Buonasera a lei, si , mi diaca , cosa vorrebbe sapere?”

” Vorrei sapere come faccio a conoscerlo, perchè mi ha colpito moltissimo la sua descrizione e da quel giorno continuo a pensarci . Moi sembra le confesso un pò strano chiamarvi., ma alla fine mi sono detta perchè no?
” Lei signora xxxx ha colto benissimo in due parole lo spirito giusto con il quale fare questa telefonata, e la ringraziamo moltissimo. Ora le spiego quali sono gli step da fare per arrivare ad incontrare il nostro prof.  ovviamente se siete davvero le persone   che si stanno cercando.
Questo accadimenti, leggermente anomali. sono proprio quelli di solito destinati a cambiare i destini.”

Mai aspettarsi un giorno diverso da quello precedente continuando a fare sempre le medesime azioni.
Vi terremo informati sull’evoluzione di questo contatto.
​E brava xxx per aver comunque osato!

Uno spreco di amore

l silenzio  è sceso sul nostro colloquio infinito.
O tale lo pensavamo   in quel tempo.
 Nemmeno un suono leggero, una tenda che si muove al soffio  del vento, l’ eco di un lontano richiamo.
Stai immobile, ostinato, sordo ai miei lamenti.
Ricordi quante volte mi  hai giurato, mentre respiravo dalle tue narici,
che non ci saremmo mai lasciati?
Quante volte hai promesso che nemmeno la morte ci avrebbe mai diviso?
E quando questo pensiero, lui da solo, mi faceva piangere ripetevi per sempre per sempre.
Oggi sei  così dimentico ai miei pensieri che puoi  girare la testa, come  non fossimo mai esistiti io e te.
​Non senti più  il mio richiamo.
O  come Ulisse sei  legato all’albero maestro della tua barca, senza tappi di cera perchè il tormento tuo sia maggiore del mio?